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Bella ma cara! Arte Fiera 2008, Bologna.

gennaio 28, 2008

L’appuntamento è sempre doveroso e rituale per chi si occupa di arte, e difficilmente si resta delusi. Inutile essere perplessi, l’Arte Fiera rimane il momento italiano top per tastare il polso all’arte moderna e contemporanea, soprattutto al mercato… e come mi disse una volta Giuseppe Chiari: “l’arte che va è quella che tira…”. Il mio viaggio fieristico s’imbatte subito nei delicati e intensi quadretti di Merlin James della galleria francese Les filles du calvaire; per un 30×40 occorono cira 8.000 euro. Uno pensa subito che non sono costosi, ci ripensa un attimo e si dice… cavolo quanto costano! Girando tra gli stand incontro amici collezionisti sempre più sconsolati dall’impossibilità di comprare.  A parte i grandi artisti ormai consolidati e con i “fondamentali” buoni che hanno i prezzi giustificati, le “matricole” sono esageratamente fuori prezzo; così come accade oggigiorno in borsa per certi titoli che hanno le quotazioni gonfiate che alla prima scossa perdono anche il 50% a botta. Però bisogna dire che nonostante le ormai classiche onnipresenti opere da luna park o da baraccone, delle quali non-se-ne-può-più: vedi il muletto con l’uomo nudo tra le forche, uno stand polacco pieno di segnali e gadget (molto desueto…), la carrozzella della galleria Continua eccetera, la qualità in generale è ottima. Il sempre evergreen Novecento in particolare nelle carte, molte opere della Transavaguardia tra le quali spicca un raffinato Clemente, poca scultura, poco video, un pò di oriente e tanta pittura -poca buona, specie quella giovane. Ma quello che sorprende sono i prezzi! (una tela medio-grande di Pancrazzi 31.000 euro) mannaggia, sarà che da poco è caduto il Governo… posso capire il Casorati dalla Gianferrari a 350.000 euro o il Capogrossi a 280.000, insomma… ma è difficile avvicinarsi se non per chi ha soldi a sfare.  Non va bene così! E poi dice che le fiere piccole, i corniciai e i mercatini vanno a gonfie vele. Galleristi e mercanti che siete a Bologna siate più tranquilli e volate più basso altrimenti l’Arte Fiera diventa un tentativo di simil-museo e gli appassionati dell’arte non verranno più per comprare ma per vedere; poi non lamentatevi da buon italiani.

Acma Corniani